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Perdere i capelli? La calvizie è peggio di rughe e cellulite

Perdere i capelli? Peggio di rughe e cellulite

La calvizie è ai primissimi posti nella classifica degli inestetismi più temuti

Per le donne sono un simbolo di femminilità, per gli uomini sinonimo di giovinezza e virilità, per tutti un´arma di seduzione e un tesoro da difendere con ogni mezzo. E così, nella classifica degli inestetismi più odiati dagli italiani, stilata da un´indagine di Astra Ricerche su oltre mille connazionali maschi e femmine, perdere i capelli si piazza al secondo posto: appena un gradino sotto al sovrappeso, ma più in alto delle rughe e perfino della cellulite.

 

Calvizie, incubo estetico

Diventare calvi, dunque, è quasi peggio che ingrassare. Dall´indagine condotta per conto di Vichy, emerge che il 42,8% degli italiani considera la perdita dei capelli il primo fra gli incubi estetici. “Il diradamento dei capelli è secondo solo al pensiero dei chili di troppo – spiega Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche – E dovendo scegliere tra diradamento capillare e rughe, o macchie della pelle o cellulite, gli italiani non hanno dubbi. Una media del 65% del campione decreta il primo come l´inestetismo peggiore”.

“I capelli sono materia di cui si parla spesso – osserva il sociologo – perché rivestono un ruolo psicologico, oltre che estetico. Ciò che è emerso da questa indagine lo prova e testimonia quanto sia diffuso il timore della caduta e del diradamento”.

Il rapporto con i capelli cambia nel corso della vita, ma in ogni caso si gioca sul piano dei sentimenti e delle emozioni: tra i 25 e i 34 anni prevalgono affetto, orgoglio e voglia di cambiamento, mentre a partire dai 35 subentrano rimpianto e timore. Nostalgia dei capelli che furono, terrore per ciò che diventeranno.

“I capelli – continua Finzi – sono lo specchio della nostra persona, parlano di noi. Una bella chioma, per esempio, è considerata una fortuna e suscita invidia perché oltre a dare un´immagine di giovinezza e fascino è sinonimo di salute”. Ma potersi vantare di capelli sani e lucenti, e soprattutto non effimera bensì duratura nel tempo, non è solo questione di Dna e gli italiani sembrano esserne consapevoli.

 

Quanto tempo dedicare ai capelli

Per il 25% degli intervistati nell´indagine di Astra Ricerche è importante anche il tempo dedicato alla cura dei capelli, e per il 16% conta anche l´investimento monetario destinato alla causa. “Non è solo una questione di fatalità e un terzo degli italiani lo sa”, precisa Finzi. Se un tempo di fronte alle prime ciocche lasciate fra i denti del pettine vinceva la rassegnazione, con alibi del tipo ´mi tocca perché è successo anche a mio padre e a mio nonno, oggi l´approccio è cambiato. Cresce la convinzione che “è possibile mantenere i capelli folti e belli se si interviene tempestivamente e si adottano delle misure mirate”.

 

I rimedi anti caduta dei capelli

Ma quali sono i rimedi preferiti dagli italiani? Tra i più diffusi, il sondaggio rileva le fiale da applicare sul cuoio capelluto (41,4%) e gli integratori (23,6%), mentre tramonta l´opzione trapianto citata solo dal 7,5% del campione, e solo in caso di calvizie molto estesa. “Questo è un aspetto davvero interessante – commenta il sociologo – Oggi una misura come l´impianto di capelli è considerata oltremodo drastica. Il dato lo si potrebbe attribuire anche al fatto che, dal punto di vista sociale, l´effetto innaturale del trapianto non è positivamente accettato. Meglio affidarsi quindi all´uso del cosmetico, considerato oltre che il più diffuso anche il più efficace”.

prp e fattori di crescita

Negli ultimissimi tempi, aggiunge il dott. Massimiliano Monarca, medico estetico di Napoli, parlando di efficacia, oltre a cosmetici ed integratori sta prendendo piede una innovativa terapia medica, anzi oserei dire una rivoluzionaria tecnica che vede l’utilizzo di fattori di crescita omologhi cioè estratti dal sangue del paziente stesso che sembrano dare risultati eccellenti sia per arrestare la caduta e perfino nello stimolare la crescita di nuovi capelli lì dove sono ancora presenti dei bulbi.